venerdì, luglio 31, 2009

googlemappizzando

Pronti, Vespa, Via!
Mentre V deve ancora partire alla volta delle sue vacanze Croate io sto già da tempo sorvolando la Corsica dal satellite di Google con l'ausilio della Routard e di www.campingcorse.com.
Il tempo è poco, causa esami a settembre e budget limitato, ma ci sono tre punti fissi per le mie vacanze: V, Mafalda e la tenda che ci farà da tetto durante il giro dell'isola più grande di Francia.
Per ora mi sono limitato a fare un "preventivo" di km e posti imperdibili, contattando almeno due campeggi per ogni posto in cui è prevista la sota notturna via mail e con l'insostituibile Google Translate. Diciamoci la verità: con tre strumenti free e rapidi chiunque potrebbe aprire un'agenzia viaggi... Basta avere un po' di tempo.
Per i dettagli preferisco affidarmi alla Routard consultandola prima di partire per una meta, dato che già mi si accusa di essere entrato troppo nel ruolo dell'ingegnere gestionale (che per altro non sono ancora!)
Per ora le tappe notturne previste sono in ordine:
Bastia - Centuri - Monticello - Evisa - Sartene - Rondiara - Rivabella - Corte - Bastia
Ho tenuto un giorno di bonus per eventuali escursioni o - più verosimilmente - giorno di pausa o gita in Sardegna a trovare Fede. Per ora siamo a ottocento km previsti, che divisi per dieci fanno una media di ottanta al giorno. Va bene che le strade fanno schifo, ma sono quelli che faccio il lunedì mattina per andare da casa ad Orbassano...

Visualizza Giro completo della Corsica in una mappa di dimensioni maggiori

venerdì, giugno 26, 2009

seee seee... avete ragione.

Mi piace questo ritmo che ho acquisito nel postare, approffitto della connessione lenta ed insopportabile dell'ufficio per i commenti a caldo sulla nuova arrivata, tale GTS Super.
Ritirata sotto il diluvio universale, in attesa che le gocce si riducessero ad una dimensione che permettesse di non bucare il casco, sono partito verso il centro di Torino. Dopo i primi cento metri trovo solo difetti: manopola troppo piccola e scivolosa con l'acqua, sembra di sapone; la ruota anteriore che scende tipo Yamaha R1 ad ogni cenno del manubrio ed erogazione nervosa. Faccio il mio giro in centro bestemmiando sui lastroni di pietra-ghiaccio e pregando ad ogni incrocio con le traversine lucide d'acqua del tram.
Mi tengo al minimo sindacale della velocità per evitare di farmi suonare e sono completamente rincoglionito ad ogni curva, tengo le braccia rigide e le muovo con parsimonia quando mi devo fermare per mettere benzina, il concessionario deve averne messo una bottiglietta da venti cl, come quelle della CocaCola. Intanto smette di piovere, lentamente, mi fermo per asciugarmi al Mellow e approfitto per mangiare due panini con più salsa che hamburger. Parcheggiata di fronte alla finestra non la mollo un attimo con lo sguardo, checchè se ne dica, resta un gran bel mezzo, almeno esteticamente. Sazio e pago della cenetta anti-digestione riprendo la marcia. Col fondo asciutto - o quasi - ricomincia il tour nettamente migliorato. Passo a tirarmela un po' per le vie del centro poi, irrimediabilmente, vedo da piazza Vittorio la Maddalena, lassù, che mi guarda. Acceleratore, passata la paura. Mi levo dal caos del traffico e inizio a salire per i tornanti. Non è poi così instabile, è solo agli antipodi dello stile di guida del PX, ma è questione di abitudine, ne sono convinto. All'uscita di curva, col motore caldo, anche in salita, è come se qualcuno ti tirasse verso l'alto, ha un motore pieno e morbido, facilmente gestibile dalla manopola che poco fa mi sembrava quella di una cyclette. Ora è asciutta e resta fissa nella mano. Arrivato in cima entro nella zona vietata, foto di rito ed inizia la discesa a valle, non senza i brividi di freddo ad ogni accelarata: frenerà? Dopo aver appurato quale fosse la leva del freno posteriore è tutta un'altra storia. La frenata è graduale ma decisa, e se pinzi, lei si ferma, punto. Il rumore che fa durante la frenata non è gradevole, ma una volta fermo, è un difetto che passa in secondo piano. Tornato a valle mi dirigo verso casa e noto la prima - per me - stranezza: fermo al semaforo davanti a me si è acceso un phon... ffffffffffffffffffff. È la ventola. Abituato al PX non mi aspettavo di avvicinare la mano e sentire l'aria calda uscire dalle carene. La seconda stranezza arriva subito dopo: fermo al semaforo il ritmo del motore è tum tum tum tum. Appena accesso a frenare con la leva sinistra, i giri del motore aumentano e sparisce la vibrazione tipica dei giri bassi. Bah... Chissà a cosa serve! Passate le stranezze riprendo la marcia verso casa e inizio a provare gusto nel guidarla, prendo confidenza e mi spingo fino ai sessanta, ci arriva un un attimo. Al semaforo dopo parto un po' spinto, appena riabbasso lo sguardo il tachi segna ottanta, decido che questa Vespa piace proprio. L'ultima stranezza è che la temperatura dell'acqua sale al settantacinque% della scala, io credevo dovesse arrivare al massimo al cinquanta, e appena mi fermo parte la ventola. Dubbio risolto al primo tratto di rettilineo a velocità sostenuta: temperatura scesa e ventola spenta!
Per riassumere, dopo i primi sessanta km di GTS trecento, sono pienamente soddisfatto. Esteticamente credo non ci sia nulla da commentare, nemmeno da avvicinare agli altri scooter. Per velocità e prestazioni rimando alla prossima puntata, quando avrò la confidenza necessaria per testarle. La sensazione di guida è ottima e il motore è sempre pronto e brillante.
Un dubbio che mi sorge è l'autonomia: spero che consumi veramente poco altrimenti dovrò fare un pieno ogni giorno! Dalla riserva ho messo cinque eurini ed è arrivata ad una tacca dal massimo...
Alessandro Petri - Striscia la Notizia - Torino

venerdì, febbraio 06, 2009

distraction

Ieri sera col buon vecchio Freddy abbiamo ripercorso la storia dei cellulari posseduti. Dal primo, ovviamente uno scarto del babbo, fino all'ultima diavoleria tecnologica che abbiamo tra le mani.
Il risultato della mia storia potete vederla nell'immagine, ovviamente non in ordine cronologico, anche perchè sarebbe impossibile ricordarselo. L'elenco comprende tutti i telefoni utilizzati per un lasso di tempo ragionevole, compresi quelli riciclati dai genitori, che i primi tempi erano la maggior parte.

Secondo me è un buon numero, considerando la mia età è una media di uno all'anno.
So benissimo a nessuno frega un cazzo dei miei telefoni, ma stamattina ho bisogno di distrarmi in qualche modo. E siccome questo spazio è mio lo uso come voglio.